Ecommerce Italia nonostante gli ‘sgambetti’ della politica, crescita al +20%

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Dopo le polemiche e le preoccupazioni scaturite dal disegno di legge dedicato alla disciplina degli orari di aperture delle attività commerciali, con la ventilata ipotesi di estendere l’obbligo di chiusura per 12 festività annuali anche alle ‘serrande’ virtuali degli shop online, arrivano dei dati confortanti per il settore dell’e-commerce italiano.

Dopo le polemiche e le preoccupazioni scaturite dal disegno di legge dedicato alla disciplina degli orari di aperture delle attività commerciali, con la ventilata ipotesi di estendere l’obbligo di chiusura per 12 festività annuali anche alle ‘serrande’ virtuali degli shop online, arrivano dei dati confortanti per il settore dell’e-commerce italiano.

Un recente studio Netcomm restituisce infatti un quadro piuttosto incoraggiante sullo stato di salute del commercio elettronico in Italia. Negli ultimi 6 anni, infatti, il fatturato è cresciuto di quasi il 20% all’anno, passando dai 5,7 miliardi di euro del 2009 ai 13,3 del 2014. A beneficiare di questo incremento sono soprattutto le attività legate al turismo, all’abbigliamento, all’informatica e all’editoria.

Un successo destinato oltretutto a crescere: basti confrontare i 13 miliardi di euro annui di fatturato del nostro paese con gli 80 della Gran Bretagna o del Giappone per capire come le prospettive di sviluppo in questo settore siano enormi. A livello mondiale, le cifre di affari si attestano intorno ai 1.840 miliardi di dollari, e si prevede che a fine 2015 il settore del commercio elettronico rappresenterà il 5% del totale delle vendite al dettaglio: nella sola Europa, il valore delle vendite negli shop online sarà di circa 470 miliardi di euro.

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