PREMESSA (una sorta di nota dell’editore)

Un giorno mi arriva un collega che io ritengo bravissimo – per chi lo conosce lo chiamiamo Bakkioman (fa capolino in alto a sx) – e mi parla di BHAG .. Big Hairy Audacious Goals … obiettivi pelosi 😕 ?!?!?
Poi mi parla di piramide rovesciata riferendosi all’organizzazione: mi sono sentito a rischio 😮 … Di Servant Leadership 😕 …. Poi attacca con l’Holacracy: in quel momento mi sembrava una roba un po’ tipo … anarchia? …
Considerate che era da un anno che rompeva con l’Agile che addirittura era riuscito ad introdurlo con successo qui in azienda (con il buon Adriano Gasparri).
Ebbene Bakkioman ha vinto ancora e stiamo implementando gli OKR come strumento di condivisione, motivazione e allineamento.
Questa settimana non avevamo il progetto o l’evento WOW da comunicare e quindi ci siamo detti: beh .. parliamo di noi.
La mail che segue l’ha scritta bakkioman … e secondo me è utile. Tutti i topics che ho citato sopra sono utili … basta approcciarli con ragionevolezza.
Ed ora la parola a Bakkio.

Alfredo Celiberti


Boundaries set you free!

… I confini ti rendono libero di agire: ti danno un perimetro all’interno del quale puoi muoverti liberamente. Soprattutto se sai cosa non devi fare.
Era l’inizio degli anni ‘70 quando Andy Grove introdusse gli OKR in Intel.
Per dirla con le sue parole “ci sono tante persone che lavorano duramente, eppure ottengono scarsi risultati”.

Ecco, in Drop volevamo l’inverso, ossia lavorare piacevolmente ed ottenere dei BHAG, che si pronuncia come il termine inglese BUG ma è un po’ l’opposto di essi 🙂

I BHAG (Big Hairy Audacious Goal) sono i grandi obiettivi audaci e difficili professati e raggiunti da aziende quali Google, Adobe, Amazon, Youtube, ecc.
Queste aziende ci sono riuscite aiutate dagli OKR.

Gli OKR sono Objectives & Key Results, ovvero Obiettivi Qualitativi che esplicitano dove si vuole andare e Risultati Chiave quantitativi che definiscono come arrivare dove si vuole andare.

Le “O” sono le aperture di porte alla fine di scale (in salita), le “KR” sono i gradini delle scale.

Quando ti trovi in organizzazioni che crescono velocemente l’ambiguità è sempre dietro l’angolo e l’ambiguità non produce mai niente di buono.

A distanza di 50 anni dalla prima uscita degli OKR, in Drop quasi a festeggiarli, abbiamo deciso di dotarcene, rendendo trasparenti gli obiettivi strategici dell’azienda (ripensando e raffinando dunque Mission e Vision) e conciliandoli a livello di gruppo di lavoro fino al singolo individuo.

Ma quali sono in concreto i benefici di questo processo?

Primo fra tutti la maggiore collaborazione e coinvolgimento. Responsabilizzare e rendere partecipe chiunque sia coinvolto nel processo produttivo, fa sentire ogni individuo coinvolto nel raggiungimento degli obbiettivi di business (e non solo).
Un altro punto a favore è che non si perde mai la rotta disegnata dal capitano. Lavorando singolarmente su piccoli obiettivi, suddivisi su un breve periodo di tempo e revisionabili regolarmente, è possibile verificare in ogni momento che le singole azioni intraprese siano in linea con gli obbiettivi prefissati e correggere tempestivamente la strategia.
Questo punto è la chiave di volta per chi opera nel mondo digitale, dove le innovazione tecnologiche scoperte in un anno equivalgono alle trasformazioni avvenute negli ultimi vent’anni.

Last but not least, la trasparenza nella visione aziendale è massima.

Gli obiettivi, i risultati da ottenere per raggiungere gli obiettivi e la loro misurazione devono essere visibili a chiunque all’interno dell’organizzazione, in modo da lavorare tutti, nella stessa direzione, per raggiungere uno scopo condiviso.

Non sarà un processo né veloce né facile né indolore ma è un percorso che abbiamo intrapreso, e di cui ci piaceva renderne partecipi tutti i nostri “follower”.

E voi, quali propositi vi siete dati per il 2021 ?
Per saperne di più e/o per scambiare opinioni sui temi sopra contattaci pure alla mail: info@drop.it

A presto!