Il mondo sta cambiando velocemente.
Il COVID, in un anno, ha fatto fare un balzo avanti di otto anni a tutto il mondo digital andando a stressare il sistema delle imprese protagoniste e/o fruitrici dell’e-business.
Questo impone la necessità di riflettere bene sull’organizzazione aziendale.

Drop verso nuovi modelli di organizzazione aziendale con l’aiuto di Indaco.  

Tutto questo potrebbe apparire come un riadattamento meramente strutturale rispetto alle circostanze, in realtà costituisce un passaggio dirompente e decisivo, andando a coinvolgere anche gli aspetti organizzativi dell’azienda stessa.

Focalizzandoci sull’organizzazione di impresa ci siamo infatti resi conto che il modello a matrice, con divisioni e business unit sta perdendo efficacia. Oggi, anche alla luce degli enormi cambiamenti avvenuti nell’ultimo anno, c’è necessità di trovare un nuovo equilibrio e nuove modalità organizzative.

Negli ultimi due anni abbiamo studiato e cercato di lavorare su noi stessi in tal senso.
Il primo interesse è emerso qualche anno fa ed era per il mondo AGILE, associato al project management, ma strettamente relazionato all’organizzazione. La nostra attenzione si è spostata dai concetti di regole, contratti, procedure, gerarchie a quelli di outcome, commitment, self management e, dal focus sui KPI al senso più olistico dell’impresa.
Oggi ci ritroviamo a mettere in discussione l’organizzazione piramidale in favore di un ambiente orizzontale, strutturato.
Per usare una metafora da nerd, stiamo passando da uno schema ordinato ad uno peer to peer, apparentemente disordinato, ma in realtà disciplinato da un file system.

Ecco allora il nostro nuovo hard disk:

Indaco, con Massimo Lavelli e Pietro Antolini, ci sta guidando verso l’esplorazione e l’applicazione di nuovi modelli basati sull’idea di un sistema organizzativo fluido in cui il potere decisionale è sapientemente delegato e che permette al talento e all’innovazione di fiorire.
Un sistema organizzativo che mette al centro le persone come il suo asset più prezioso, e che pertanto è vivo, mutevole nel tempo e di conseguenza adattativo.

L’approccio scelto ci aiuterà a prendere coscienza della cultura organizzativa Drop e prendersi cura e coltivare quegli elementi che potrebbero aumentarne il potenziale.
Guarderemo ai modelli più evoluti di organizzazione, definizione dei processi, relazione, governance e miglioramento continuo, evitando la trappola dei modelli preconfezionati.

Vogliamo preservare il carattere distintivo di Drop, e in maniera collaborativa rendere operativi principi e pratiche nel rispetto degli attuali flussi operativi.
Uno degli elementi chiave sarà quello di continuare a far leva sulla fiducia verso le persone.
“Simple, clear purpose and principles give rise to complex and intelligent behavior. Complex rules and regulations give rise to simple and stupid behavior” (Dee Hock, CEO Emeritus VISA International).

Abbiamo iniziato un percorso, ben sapendo che “quello che conta è il viaggio e non la destinazione.”

Il nostro obiettivo è quello di migliorare e valorizzare Drop in modo che venga percepita come un’entità che racchiude in sé l’anima dei suoi stakeholders.
Il focus non è più solo sul risultato finanziario ed i KPI, ma su:

  • le persone di Drop che desiderano vivere appieno la bellezza del loro lavoro: crescita professionale, responsabilità, adeguata retribuzione.
  • il cliente che vuole un risultato eccellente al giusto prezzo nella massima affidabilità.
  • l’azienda che vuole performare… consideriamo Drop come una persona con necessità semplici, più semplici di quelle di un uomo. Drop vuole un alto rating finanziario, vuole essere stabile e memorabile.

E per coloro che non volessero salire a bordo, ricordiamo un classico di Star Trek
“Noi siamo Drop. Le vostre peculiarità biologiche e tecnologiche saranno assimilate.
La resistenza è inutile.” 😁

Alfredo, Carlo, Paolo, Pietro, Massimo, Federica & C.