Ci piace guardare avanti, ci piace procedere a passo sicuro. Chi ama e conosce la montagna lo sa… e da questo punto di vista siamo alpinisti: la suggestione dello scenario, il sogno, l’obiettivo: procediamo in quella direzione.

Con questo spirito ci mettiamo in discussione, accettiamo nuove sfide e guardiamo a nuovi modelli organizzativi.
A questo proposito, giusto un chiarimento sugli hot topics cavalcati dai più, propagandati e spesso non compresi. Quattro parole su:

– Lean
– Agile
– Kanban
– Skrum
– Kaizen
– DevOps

Lean
E’ così usata ed abusata da esser quasi fuori moda, ma figuriamoci… una roba da giapponesi toyota, industria pesante: suona quasi FIAT anni 70 … molto hip andare oltre: non dico agile, non dico adaptive… dico addirittura DevOps! Non Hops eh… mi raccomando, nessun riverimento a: Hop Hop cavallo di Ringo Story 😁.

Scherzi a parte, dall’approccio Lean, ideato da Toyota, parte una linea di pensiero che ha portato a ripensare il fare impresa e il project management.
Il Lean Management è la gestione appunto snella dell’azienda, ottenuta tramite l’applicazione dei principi del Lean Thinking (Toyota): miglioramento continuo per creare valore al cliente interno ed esterno aumentando la competitività, attraverso la gestione dei processi aziendali e la riduzione degli sprechi. I colleghi di Considi spiegano benissimo: https://www.considi.it/cosa-e-lean-management/

Agile
Mentre l’approccio Lean nasce nell’industria manifatturiera per poi essere stato successivamente forzato nei servizi, l’approccio Agile, più recente, nasce proprio per lo sviluppo software per poi divenire ultimamente una religione con tanto di protestanti, ortodossi, eretici e sette.
Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Metodologia_agile

Questo è il manifesto (2001):

Stiamo scoprendo modi migliori di creare software, sviluppandolo e aiutando gli altri a fare lo stesso. Grazie a questa attività siamo arrivati a considerare importanti:

Gli individui e le interazioni, più che i processi e gli strumenti.
Il software funzionante, più che la documentazione esaustiva.
La collaborazione col cliente, più che la negoziazione dei contratti.
Rispondere al cambiamento, più che seguire un piano.

Ovvero, fermo restando il valore delle voci a destra, consideriamo più importanti le voci a sinistra.

Da qui nasce un nuovo approccio non solo al Project Management di progetti software, ma anche un nuovo approccio al fare impresa.

Scrum
Non è né una parolaccia né un grugnito.
Scrum è un processo agile per la gestione del ciclo di sviluppo del software, iterativo ed incrementale. I tre pilastri che sostengono l’empirismo sono: trasparenza, ispezione e adattamento. Lo Scrum garantisce trasparenza nelle comunicazioni e crea un ambiente di responsabilità collettiva e progresso continuo.

Kaizen
Non è una parolaccia.
Il significato: in giapponese kaizen significa letteralmente “miglioramento”. E’ l’impegno ad apportare ogni giorno piccoli miglioramenti ovunque si può: nella vita personale, privata, sociale, professionale. Kaizen significa migliorare i flussi di lavoro (o almeno provarci fin quando il tuo capo non entra a gamba tesa), significa aumentare la produttività e ridurre i costi, senza alterare la qualità del prodotto/servizio finale, anzi, migliorando anche questa. Kaizen non significa mutare in modo drastico, bensì poco alla volta, lento e costante, inesorabile e continuo. Kaizen è la goccia che scava la roccia… e finita quella la roccia successiva.

Kanban
Kanban è uno strumento Lean per implementare il just-in-time. Letteralmente dal giapponese Kanban sta per cartellone pubblicitario o insegna. La Kanban Board è la visualizzazione delle fasi di lavoro. Su una lavagna aperta e visibile a tutti i componenti del team sono rappresentati tutti i compiti.
Grazie a questa rappresentazione si riesce ad aumentare la trasparenza del lavoro in modo molto semplice. Scegliendo Kanban non si decide solo di adottare un utile visualizzazione del flusso di lavoro, ma si sceglie anche un metodo che limita i compiti: prima di iniziare ad utilizzare Kanban nella produzione, si stabilisce a quanti compiti si può lavorare contemporaneamente.

DevOps
DevOps è un approccio allo sviluppo del software che si basa sulla comunicazione, la collaborazione e l’integrazione tra il team di sviluppo e quello di operations (Dev+Ops), e da qui il nome. Negli ultimi anni le pratiche DevOps si sono diffuse causando una “rivoluzione gentile” nell’ambito dello sviluppo e della gestione del software.
La metodologia DevOps prevede un lavoro sinergico tra le due divisioni (e sul concetto di “divisione” sarebbe da dedicare un altro articolo): quella degli sviluppatori, che si occupano della creazione del software e della scrittura del codice, e quella dei sistemisti, che gestiscono gli aspetti infrastrutturali e si occupano del mantenimento e della stabilità del software.
Il team punta sempre a raggiungere la maggiore efficienza e autonomia, per questo tutti i processi di automazione sono alla base dell’approccio Devops.
L’abilità di ridurre al minimo le attività manuali ha il beneficio di ridurre gli errori e gli sprechi.

La via Drop
Chiarito lo scenario a livello di hot topics e di tutto ciò che è hip, Drop è interessata a ciascuna di queste voci ed ha intrapreso da tempo una strada (un sentiero confuso, senza segnaletica, a volte esposto e sdrucciolevole, percorso anche con ghiaccio e pioggia senza ramponi) per trovare un proprio stile di general e project management con i seguenti obiettivi:

Rispettare l’anima dell’azienda. Perché una azienda con 20 anni di storia ha un’anima.
Rispettare le persone e cercare, in un’era fatta di usa e getta, multitasking e velocità un sistema per garantire un ambiente lavorativo sereno nel quale possono nascere di continuo ottimi spunti.
Rispettare il cliente, lavorando insieme a lui sugli obiettivi con contratti più simili ad un patto che non ad una accozzaglia di clausole per tutelarsi nella reciproca diffidenza.
Rispettare chi con passione lavora per innovare e cambiare rimettendosi in gioco.
Rispettare il principio di Pareto: https://it.wikipedia.org/wiki/Principio_di_Pareto.

Partiamo dal presupposto che una società come Drop, cresciuta in maniera organica grazie ad hard work & devotion non deve partire da zero, onoriamo sempre i vecchi! (lo scrivente ha 50 anni 😎), ma innovare riutilizzando il proprio heritage. Il nostro sogno, qui in Drop, è trovare il nostro stile senza sembrare un manuale pieno di acronimi e terminologia tecnica.

Ed ora veniamo al punto. Quello che stiamo facendo:

Abbiamo trovato “la chiave di volta” integrando i 3 filoni principali Lean, Kanban e Scrum. Questa visione d’insieme ci sta permettendo di rendere ulteriormente fluidi i flussi interni a beneficio della collaborazione con i clienti e il completamento a buon fine dei progetti di e-commerce.

Ma cosa significa essere AGILI per Drop?
Questo particolare aggettivo non è esattamente il primo attributo che ci si sentirebbe di dare ad un DEV o ad un Project Manager, eppure i nostri sono belli che scattanti.

  1. Se chiedessimo ad uno dei nostri cosa significa Drop agile, vi risponderebbe così:
    Sviluppiamo Contratti agili, ovvero prediligiamo il Time & Material o le Iterazioni multiple piuttosto che contratti a Corpo per seguire le esigenze dei nostri Clienti a seconda dei cambiamenti dei trend di mercato.
  2. Abbiamo squadre agili, ognuno di noi è una risorsa con un background diverso e solo attraverso la ‘contaminazione’ delle nostre idee siamo in grado di portare un valore aggiunto ai nostri partner. Scegliamo squadre cross-funzionali piuttosto che dipartimenti a silos per valorizzare l’individualità e creare sinergia nei team.
  3. Utilizziamo strumenti agili, non vogliamo perdere tempo, vogliamo vederci chiaro! Gestiamo e seguiamo i nostri progetti con la Kanban Board con flussi adattivi piuttosto che Gantt predittivi, grazie ai quali riusciamo ad essere sempre sul pezzo!
    Pratichiamo rituali agili, per mantenerci in forma e scattanti come gazzelle abbiamo abbandonato sedie e poltrone a favore di Stand Up meeting per velocizzare e rendere dinamiche le classiche riunioni lunghe e noiose.

Tutta questa attività, fisica e mentale, ci aiuta ogni giorno a migliorare lo stato di salute dI Drop e dei nostri Clienti. L’erogazione di servizi modulari, le competenze trasversali dei team attraverso la contaminazione delle persone, le decisioni fluide e la dinamicità aziendale ci ricordano ogni giorno che:
“Vi sono due tipi di imprese: quelle che cambiano e quelle che scompaiono.” – Philip Kotler